Sal & Inf: le conseguenze del razzismo

 

Sabato 17 dicembre ore 15 Piazza Dalmazia - Manifestazione antirazzista

tratto da MELTING POT EUROPA

Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike i tre gravemente feriti(*)

Succede a Firenze in due differenti mercatini rionali della città, in una giornata tersa e normale come sempre nel gelido inverno della città toscana.
Le persone uccise a freddo con diversi colpi d’arma da fuoco sono due venditori ambulanti senegalesi, uccisi mentre lavoravano – dopo anni di sacrifici e quanti sacrifici per mantenere la regolarità del soggiorno lo sappiamo bene – esclusivamente perché migranti e di colore.
Non ci sembra possibile nessuna altra analisi o motivazione dietro il lucido gesto di chi armato da violenza razzista ha ucciso senza pietà.
Può chiamarsi follia questa come ci stanno propinando i media mainstream o forse è meglio dire che si tratta di un lucido gesto pensato e calcolato?! E poi come si chiamano i due uomini uccisi senza pietà?! Non hanno diritto ad avere un’identità, uno nome?!.
Anche se non ci sono conferme ufficiali sulla matrice del gesto a noi è tutto già chiaro. L’assassino Gianluca Casseri è noto per essere vicino agli ambienti dell’estrema destra (dalle prime informazioni Casseri era iscritto a Casa Pound Pistoia) come denotano anche le sue attività di “scrittore” consultabili in diversi link rintracciabili in rete.
Casseri era iscritto a Casa Pound, movimento della destra radicale che si autodefinisce «fascista del terzo millennio», lui era parte di quell’arcipelago, altro che depresso e folle. Era folle quando presentava i suoi libri invitato dai vari circoli?!
L’uomo originario di un comune nel Pistoiese bloccato in un parcheggio sotterraneo - durante un conflitto a fuoco - si è suicidato.
Nel frattempo la comunità senegalese che si è raccolta nei pressi di piazza Dalmazia dove sono avvenuti i due omicidi della tarda mattinata dopo un momento di raccoglimento e preghiera per i loro fratelli uccisi, ha mostrato tutta la sua rabbia e indignazione muovendosi in corteo spontaneo verso la Prefettura.
In 200 hanno bloccato i viali al grido di "Vergogna non si può morire così. Razzisti Razzisti" e staccato alcuni cartelli della segnaletica stradale. Non credono alla versione soft che le forze dell’ordine ribadiscono cercando si calmare la situazione, "si tratta di un folle, depresso...".
La tensione rimane molto alta soprattutto dopo la conferma delle "simpatie" politiche di estrema destra dell’assassino, è intervenuto anche il reparto celere in assetto antisommossa a presidiare la situazione, mentre si è riunito il Tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, presente anche il Sindaco, Matteo Renzi.
Nel frattempo un altro gruppo di senegalesi si è radunato nei pressi del mercato di San Lorenzo dove è avvenuta la seconda sparatoria e sta decidendo come muoversi in una sorta di assemblea improvvisata.
Intanto i movimenti cittadini antirazzisti si stanno organizzando, domani pomeriggio alle ore 18 è previsto un presidio e una fiaccolata in piazza Dalmazia che lancerà la manifestazione antirazzista di Sabato 17 dicembre alle ore 15 con partenza sempre da Piazza Dalmazia.
Dopo i tentativi di linciaggio e l’assalto al campo rom di Torino pochi giorni fa, l’ennesimo atto di violenza razzista che mostra come decenni di cultura e politica intrisa dalla xenofobia, dalla tautologia della paura, dalle decostruzione della sfera dei diritti umani nonché da un processo più generale di clandestinizzazione dei diritti stanno producendo i loro effetti nella pancia della società italiana.

Leggi

- Firenze - Intervista con il rappresentante della Comunità Senegalese
- Comunicato COMUNITA’ IN RESISTENZA EMPOLI verso la manifestazione antirazzista e antifascista del 17 dic. a Firenze

- Ascolta

Corrispondenza di Massimo Torelli da Firenze sull’omicidio di due senegalesi

>>>> segue

Modou e Mor erano due commercianti ambulanti senegalesi uccisi ieri a Firenze, mentre lavoravano, da un fanatico criminale razzista - che ha anche ferito Sougou, Mbenghe e Moustapha, altri tre ambulanti sempre senegalesi.

Ma l'essere senegalesi non ha nulla a che vedere con l'omicidio, quello che ha inciso è stato il colore della pelle, nera. Naturalmente non ci sono parole adeguate per descrivere l'assurdità di un gesto che non può essere liquidato solo come un gesto di un pazzo. La matrice politica, xenofoba, razzista e fascista che è alla base di questo folle assassinio non deve essere trascurata o peggio sottovalutata. Gianluca Casseri, così si chiamava l'assassino che alla fine, oramai braccato dalla polizia, si è suicidato, era un estremista di destra, frequentava CasaPound, "associazione di promozione sociale" di ispirazione fascista, nata dall'esperienza dei "centri sociali" della nuova des

tra italiana iniziata a Roma nel 2003. Il movimento si ispira al poeta americano Ezra Pound, (la cui figlia si è molto indignata per l'uso del nome del padre) protagonista di movimenti artistici quali l'imagismo e il vorticismo, apologo fascista, arrestato dai partigiani italiani, dichiarato infermo di mente e recluso fino al 1957 in un manicomio criminale americano, morto a Venezia nel 1972 dove è sepolto. CasaPound (che ha preso le distanze da Casseri) in realtà nasconde la rinascita del fascismo in Italia ed è stata tollerata, quando non implicitamente appoggiata, dalla destra italiana (alcuni esponeneti del movimento sono stati candidati nelle file del PDL a Roma come a Napoli e in altre città).

Ma la cosa che maggiormente indigna non è il gesto di un pazzo - che è una variabile del genere umano -, ma il fatto che negli ultimi anni esponenti politici di primo piano (membri del governo, parlamentari, sindaci, assessori e via dicendo) hanno creato un clima tale di odio verso il diverso e verso gli immigrati in genere, che sono (questo è innegabile) alla base delle motivazioni deliranti che spingono menti folli a gesti estremi. In Italia si è tollerato troppo. Si è perme

sso di seminare l'odio razziale, giocando pericolosamente sulla paura dei cittadini, da parte di chi era incaricato di governare (chi non si ricorda i vari li cacceremo a calci nel culo oppure no il voto agli immigrati oppure il paragone tra i pellerossa e gli italiani invasi dall'immigrazione oppure i tentativi di creare autobus separati per stranieri). Su di loro deve ricadere la responsabilità politica e morale di questi fatti.

Si è anche tollerato che si commettessero reati (che a farli fossero bianchi, gialli o neri non importa) e una diffusa di microcriminalità per "non fomentare troppo gli animi", concedendo troppo territorio nelle nostre città a vantaggio di delinquenti di ogni genere. 

La comunità senegalese in Italia è la più numerosa tra gli immigrati africani del Sub-Sahara (prima dei senegalesi vi sono i marocchini, i tunisini e gli egiziani) con oltre 80.000 presenze (di cui 19.700 donne) costituiscono la 17° comunità straniera in Italia (vedi post su Sancara Immigrazione africana in Italia). 

E' una comunità che è arrivata in Italia a partire dagli anni '80 - composta principalmente da membri di etnia wolof - che ha sempre svolto lavori nell'industria e nel commercio. E' forse una delle comunità maggiormente integrata.

Quello dell'integrazione (che non può essere solo una serie di slogan o di belle parole) è un'elemento cardine per il futuro. Se qualcuno smettesse di sventolare fantasmi e pericoli, di affermare che è possibile "chiudere le frontiere" e fermare l'immigrazione con il filo spinato, si potrebbe fare un salto qualitativo su questo tema a vantaggio di tutti: vecchi e nuovi cittadini. Il nuovo governo it

aliano ha inserito - per la prima volta nella storia - tra i suoi Ministri una delega alla Cooperazione Internazionale e all'Integrazione affidandola sicuramente ad un grande esperto, Andrea Riccardi che è stato il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, l'ONU di Trastevere. Passata l'urgenza della manovra economica, ci auguriamo tutti di vedere un "nuovo corso" della cooperazione italiana nei paesi in via di sviluppo (altro elemento cardine per il futuro) e delle politiche di integrazione.

Intanto a noi non resta che piangere delle innocenti vittime della stupidità umana, colpevoli del solo fatto di essere nate in Africa, e riflettere sull'incosciente uso delle parole in una parte della politica del nostro paese.

 

All'interno di un gruppo di persone la percezione di essere individuati, se non additati, quali diversi, qualsivoglia sia il motivo, crea disagio che può tradursi in malattia.

Sul Journal of Counseling Psychology del novembre 2011 appare un articolo che fa riferimento ad un lavoro di analisi statistica facente capo a 66 studi effettuati negli Stati Uniti tra il gennaio 1996 e l'aprile 2011. I lavori facevano riferimento all'associazione tra razzismo e salute mentale degli americani, su di un campione di 18.140 adulti neri americani.

Si è ritrovata in maniera netta un'associazione tra percezione di razzismo e disagio psichico che può andare dall'ansia, alla depressione, sino alla slatentizzazione di altre problematiche di ordine psichiatrico.

L'autore, dott. Alex Pieterse (University at Albany, State University of New York) dice che lo studio ha focalizzato l'attenzione sugli adulti neri americani, in quanto rappresentano una fetta di popolazione verso la quale si sono registrati episodi di razzismo in maggior numero e di maggiore gravità, rispetto ad altre fette di popolazione, considerate minoranze etniche.

Brutto negro torna a casa tua - la testimonianza

Le risposte alla percezione di razzismo si sono rilevate molto simili a quelle conseguenti un trauma psichico, si rilevano somatizzazioni, ansia malgestita ed inondante, sino a depressione. Coloro che hanno vissuto sulla loro pelle il razzismo riferiscono il forte stress che ne deriva, tanto da creare una situazione definibile “stress post traumatico”.

Le esperienze di razzismo giocano un ruolo importante nell'ambito del fenomeno delle disparità sanitarie, come riferisce il dott. Pieterse “per esempio gli afro-americani presentano una maggiore incidenza di ipertensione e gravi condizioni psicofisiche associate a stress e depressione”.

L'ombra del razzismo: Ismaila denuncia

Dallo studio emerge l'importanza per gli operatori sanitari di tenere in considerazione le esperienze legate ad espressioni di razzismo subite al momento della presa in carico di ogni individuo. Gli autori dello studio in esame si ripropongono di sottoporre in tempi brevissimi a valutazione scientifica anche il contesto nel quale tali esecrabili espressioni vengono perpetrate, quale che sia, dal posto di lavoro, alla scuola, come qualsiasi contesto sociale che possa agire da terreno.

Il processo di globalizzazione in corso se riuscisse a superare il limite della finanza ed andasse finalmente a comprendere gli esseri umani, quali elementi fondamentali cui fare riferimento, potrebbe riuscire a correggere le dinamiche sociali che hanno inquinato territori del pianeta al fine di migliorare l'assetto globale.

Come operatore sanitario mi trovo costretta ad insistere in questo senso, al fine di svolgere il mio compito, sia in ambito sociale che professionale, e ritrovarmi in un ruolo che prevede l'apertura mentale volta ad accogliere gli errori, utilizzandoli per potere migliorare, nel caso specifico, le condizioni sanitarie.

In Italia stiamo assistendo alla crescita del fenomeno razzismo, siamo un “giovane” Paese di accoglienza e, malgrado le esperienze di razzismo interno al Paese in forte evidenza nel corso degli anni dell'industrializzazione e conseguente migrazione sud-nord, campagna-città, non siamo preparati ad accogliere individui che esprimono usi e costumi a noi estranei.

Risulta essere molto importante prestare attenzione alle esperienze sociali intercorse in Paesi con una storia differente dalla nostra, al fine di riuscire a gestire al meglio la nostra Comunità in divenire.

C'è razzismo in Italia ?

note di approfondimento:
 
 
 
 

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Mannoia, Frankie Hi-nrg & Natty Fred

"Non è un film"
(Servizio Pubblico 15 dicembre 2011)
http://www.ilfattoquotidiano.it | Frankie Hi-nrg, Fiorella Mannoia e Natty Fred presentano in anteprima il brano "Non è un film". Un omaggio dei tre artisti ai cittadini senegalesi uccisi da Casseri a Firenze. Servizio pubblico: settima puntata del 15 dicembre 2011 il talk condotto da Michele Santoro si torna a parlare di politica. Occorre "Riempire il vuoto" lasciato dai politici. Ne discuteranno in studio Nichi Vendola, Luisella Costamagna, Franco Bechis, Guidalberto Guidi che valuteranno se ora la Manovra Monti è più equa. Inoltre ospiti Emma Marrone sul movimento delle donne, e ancora l'editoriale di Marco Travaglio e le vignette di Vauro Padre indignato