Sal & Inf: la Bolivia mette al bando la Coca Cola

La Bolivia mette al bando la Coca Cola

 
a cura di Luisa Barbieri - 8 agosto '12
La Bolivia ha annunciato che entro la fine dell'anno in corso metterà al bando la Coca Cola Company.
La ragione proclamata ? celebrare la “fine del capitalismo” e rendere onore al nuovo ciclo del Calendario Maya. (1)

Nel maggio u.s. il sindaco Bloomberg mise al bando le porzioni giganti (big-size) delle bevande zuccherate e/o gassate in sintonia con il progetto, caldamente supportato dalla Casa Bianca, di fare guerra all'obesità (2).
Oggi parrebbe che una guerra, ancora più determinata e carica di significati, alle bevande zuccherate, come la Coca Cola, sia stata intrapresa dalle massime cariche istituzionali in Bolivia. In particolare il ministro boliviano degli Affari Esteri, David Choquehuanca, ha detto che la Coca-Cola Company sarà espulsa dal Paese il 21 dicembre, in corrispondenza della data che il Calendario Maya indica quale inizio di un nuovo ciclo.

Il motivo? celebrare la "fine del capitalismo". Secondo quanto afferma il Ministro boliviano, il 21 dicembre 2012 rappresenterà la fine degli egoismi, delle divisioni; il 21 dicembre rappresenterà la fine della Coca Cola e l'inizio della mocochinche (una bevanda locale al gusto di pesca).
"I pianeti si allineeranno, dopo 26.000 anni. É la fine del capitalismo e l'inizio del comunitarismo".
La data tanto discussa, e per certi versi temuta, che si evince dal calendario Maya, in Bolivia verrà celebrata organizzando innumerevoli eventi che si svolgeranno all'epoca del solstizio d'estate dell'emisfero australe sull'Isla del Sol, una delle isole più grandi nel Lago Titicaca.
 
Non è la prima volta che una grande azienda americana si è trovata in disgrazia su suolo boliviano, già agli inizi del 2000 McDonald's dovette chiudere i battenti, in quanto in perdita in termini di profitti.
 

 
Il fallimento del gigante del fast-food è stato raccontato nel documentarioPerché McDonald's è fallito in Bolivia?(3). Il film, pur mostrando un po' fazioso, racconta una sua storia in merito facendo riferimento a sondaggi, nonché ad esperti, quali nutrizionisti, sociologi e storici, ed arrivando alla conclusione che il problema non era da ricercarsi nel Big Mac, ma che la causa reale era da riferirsi al condizionamento culturale volto a boicottare le aziende americane nei Paesi dell'America latina.
 
Il consumo di prodotti Coca-Cola è triplicato in Bolivia dal 2001, così come è aumentata notevolmente in tutti i paesi latino-americani, tanto che anche il leader venezuelano Hugo Chavez ha invitato i suoi cittadini a bere Uvita, un succo d'uva prodotto da una azienda statale, invece della Coca-Cola.
Sia Cuba che la Corea del Nord sono a tutt'oggi in cordata con la Bolivia a contrastare il consumo della bevanda.
 
É curioso che la Bolivia abbia deciso di contrastare la Coca Cola sul suo territorio, considerando che uno degli ingredienti della bibita si dice venga estratto dalle foglie di coca delle quali il Paese è produttore, anche se la Coca Cola si rifiuta di confermare, accampando il diritto di tutela della formula segreta.
Le vendite di foglie di coca sono un grande business in Bolivia, pari al 2% del PIL del Paese, (circa 270 milioni dollari all'anno), rappresenta il 14% di tutte le vendite agricole; inoltre, le foglie di coca sono legalmente vendute nei mercati all'ingrosso in alcune città boliviana, esiste anche un coca-bar a La Paz.
La decisione di mettere al bando la Coca Cola è arrivata proprio nel momento in cui il Paese si sta impegnando a legalizzare il consumo di foglie di coca, che sono notoriamente trattate clandestinamente in cocaina, e dichiarate narcotico illegale dalle Nazioni Unite nel 1961, insieme alla cocaina, all'oppio e alla morfina, a dispetto del fatto che il suo consumo è parte di una tradizione secolare, una tradizione fortemente radicata nelle credenze di parecchi gruppi indigeni.

Secondo l'opinione del Presidente Morales, in realtà "né gli USA, né gli altri Paesi capitalisti hanno una buona ragione per mantenere il divieto di consumo di foglia di coca", quasi emergesse più il pregiudizio, con conseguente affronto alle tradizioni boliviane, piuttosto che la ferma volontà di sconfiggere il narcotraffico.

Un blog boliviano, “Nada nos Libra de Escorpio, offre un'ulteriore interpretazione circa la messa al bando della Coca Cola, facendo riferimento ai danni che la bibita, incredibilmente ricca di zuccheri, procura alla salute.

«El veneno es asi" ("questo è il veleno") è scritto in una foto che ritrae una bottiglia di Coca Cola sulla quale è impresso un teschio.
Ben consapevoli del fascino sprigionato dai costumi occidentali, compresa la dieta che inesorabilmente comprende questa bevanda, altri paesi latino-americani, incluso il Brasile, si stanno adoperando, con l'ausilio di politiche di governo, a conservare, se non a fare riemergere, le tradizioni, soprattutto in ambito alimentare.
 
La messa al bando della Coca Cola da parte della Bolivia, al di là di ogni congettura, sicuramente sta sortendo l'effetto di invitare tutti a pensare ad alimenti, quali per l'appunto, la Coca Cola, ad approfondire un po' il tema tanto, forse, da liberarcene, anche se rimane difficilissimo pensare che si potrebbe arrivare ad essere “Coke free”.

Note di approfondimento: