Sal & Inf: le erbe aromatiche e le spezie

di Luisa Barbieri
 
Sembra oramai desueta l'abitudine di utilizzare in cucina alcune piante per rendere più saporiti, più salutari, più sazianti i cibi: aglio, basilico, menta, alloro, salvia, prezzemolo, rosmarino...
L'importanza delle erbe aromatiche nell'alimentazione è legata prevalentemente alla loro capacità di aumentare la palatabilità, la capacità saziante e la dirigibilità dei cibi esaltandone i sapori, sebbene utilizzate in modestissima quantità, in quanto in grado di sprigionare aromi molto forti.
Non possiamo, poi, dimenticarne l'azione medicamentosa (le erbe utilizzate come essenze, estratti) posseduta da parecchie specie, ricordiamo il contenuto di olio essenziale di eucaliptolo del rosmarino o l'azione antisettica della salvia, o l'azione antitussigena dell'origano, o l'azione digestiva dell'alloro, del basilico, del dragoncello...
"L'uomo ha imparato a curarsi con le piante molto prima di conoscere l'origine delle malattie, guidato dall'istinto e soprattutto dal suo straordinario spirito di osservazione.
Residui di Sambuco, di Chenopodio e di Papavero sono stati ritrovati in insediamenti umani preistorici e molti antichi libri sacri, come Pent-Sao cinesi (circa 2500 a.C.) i Vedas indiani (2000 a. C.) ed il Papirot di Ebers dell'Egitto (1500 a. C.), riportano lunghi e dettagliati elenchi di piante medicinali.
E' ragionevole ritenere che l'uomo si sia presto accorto di quanto e come la salute dipendesse dal tipo di alimentazione ed abbia, così, cominciato ad usare particolari cibi per prevenire o curare determinate malattie. Forse ha anche imitato altri animali, che prima di lui avevano imparato a curarsi con le piante"."Appunti dalle lezioni: Corso di specializzazione in fitoterapia" AsSiprofar-Ed. non in commercio
 
L'impiego delle erbe aromatiche, come quello delle spezie, rappresenta un elemento distintivo e caratterizzante di ogni cultura gastronomica: proviamo a pensare al legame strettissimo tra la nostra cucina mediterranea e gli aromi legati al prezzemolo, all'origano, al basilico, al rosmarino, all'aglio... eppure la mia esperienza nell'ambito della rieducazione alimentare mi ha dimostrato come, spesso, il pregiudizio di eliminare ogni fonte di sapore e di gusto dai piatti equivalga all'associazione: cibo leggero/insapore = ipocalorico.
Credetemi, non c'è nulla di più sbagliato: la sazietà è strettamente legata alla soddisfazione che si riceve nella degustazione di un cibo, il piacere di per sè è fonte di modulazione... bisogna solo imparare a viverlo nel suo significato!
 
La mia preziosissima ed intensissima esperienza di studio/lavoro in Kerala (India) mi ha insegnato quanto le spezie aiutino a raggiungere la sazietà rapidamente e naturalmente e quanto il loro gusto riesca ad esaltare una pietanza senza dover ricorrere a cotture in olii e/o grassi e ad utilizzo esagerato di sale per insaporire.
 
Sarebbe interessante riuscire ad ampliare la gamma dei sapori disponibili, ad esempio sfruttando le esperienze alimentari di culture altre, sino ad arrivare a modificare, arricchire le nostre arrivando a migliorare il nostro rapporto col cibo.
 
Ogni aroma ha certamente le sue preferenze, vediamo alcuni esempi insieme:
•  l'erba cipollina, la paprika, sono l'ideale per cucinare il pollo
•  così come le bacche di ginepro e la menta per l'agnello
•  per la carne rossa si predilige la santoreggia, l'alloro, la salvia, la salamoia, il rosmarino, l'aglio, la cipolla
•  il dragoncello per i fagioli verdi
•  l'origano, il basilico e la cipolla per i pomidoro
•  per le insalate di patate lesse la noce moscata, l'aglio, il prezzemolo
•  la santoreggia si accompagna molto bene alla lattuga e ai legumi
•  il cumino alle barbabietole
•  l'anice ai cetrioli
•  una miscela di rosmarino, prezzemolo, timo, basilico, maggiorana e origano esalta il sapore del pesce, in particolare, ma lo si può utilizzare con parecchia soddisfazione anche con la carne
•  il peperoncino esalta, infine, ogni pietanza, ogni sugo per la pasta
 
Vediamo di conoscere alcune tra le erbe aromatiche più facili da reperire e da utilizzare nelle nostre cucine:
•  Acetosella = si usano solo le foglie che hanno un sapore leggermente acidulo. Ottima per condire minestre, insalate, pesce e roast-beef
•  Alloro = va usato con parsimonia e le foglie vanno cotte con il cibo e poi tolte. Si consiglia di unirlo al pesce bollito o arrosto, alle carni al forno, brasate o alla griglia, con la selvaggina, con le patate al forno, nelle conserve di verdure. E' indispensabile nel mazzetto aromatico per il brodo.
•  Aneto = indicato per insaporire formaggi, verdure sott'aceto, salse e piatti di mare, soprattutto il salmone.
•  Basilico = o "pianta del re" (come dice il suo nome di derivazione greca), anticamente la sua raccolta era accompagnata da un complesso rituale che prevedeva la purificazione della mano destra, destinata alla raccolta, con l'acqua di tre fonti diverse. Conosciuto e apprezzato sin dai tempi antichi (si pensi che già Plinio lo consigliava per la cura dell'epilessia) il basilico non è un prodotto della flora mediterranea, ma è originario dell'India, dove sia il basilico sacro che quello dolce sono molto utilizzati in medicina. Il basilico viene coltivato in tutti i giardini indiani sia per il suo carattere sacro che per la proprietà di allontanare gli insetti, inoltre contiene rame in forma organica ionizzata. L'uso sistematico potenzia la capacità immunitaria dell'organismo. E' un antispastico raccomandato contro gli spasmi gastrici e nelle emicranie di natura digestiva e nervosa. In Occidente era molto utilizzato per fini terapeutici ed entrava nella combinazione della "polvere dilettevole" di Nicola da Salerno. Sembra avere proprietà rilassanti sulla mente e il suo infuso, con l'aggiunta di miele, agirebbe sulle facoltà mentali e sulla psiche contrastando le depressioni. Il basilico a foglie larghe e verde scure è ottimo con il minestrone e nelle insalate, per il pesto è preferibile la varietà a foglie piccole e pallide.
•  Cerfoglio = si aggiunge alle pietanze poco prima di servirle, sarebbe bene evitare le cotture. Si usa per condire le minestre, le frittate, il pollame, il coniglio, il pesce
•  Dragoncello = ha un sapore dolce e piccante adatto a pesci e crostacei, frittate, carni e cacciagione, insalate e formaggi, indispensabile con le salse bianche e la salsa bearnese. Famosissimo l'aceto aromatizzato al dragoncello. Diminuisce la formazione di gas nell'intestino.
•  Erba Cipollina = il suo sapore ricorda la cipolla e l'aglio, ma decisamente più delicata. Indicata nelle omelette, nella insalate e minestre di patate, nelle crocchette e polpette, con certi formaggi freschi, ma soprattutto nelle salse bianche.
•  Finocchio Selvatico = si adoperano sia i semi che le foglie. Si armonizza con il pesce, nelle marinate e nelle carni in generale. Da usare in piccole quantità.
•  Maggiorana = perfetta in piatti di carne, di pesce, sulle uova, sul formaggio, ma specialmente nelle verdure ripiene, nelle minestre e nelle insalate. Facilita la digestione.
•  Melissa = è un completamento per certe insalate, per frittate, per capretto e agnello o per certi ripieni di carni bianche. Perfetta per la preparazione di dolci delicati, creme gialle e sorbetti.
•  Menta = in cucina si usa la "menta verde" dalle foglie molto aromatiche o la "mentuccia" a foglie piccole, che si sposano perfettamente con il minestrone, le polpette, le frittate, il sugo, la zuppa di ceci.
•  Origano = ottimo sui pomodori al forno, con i formaggi freschi, sulle focacce, nei sughi. Stimola la produzione di succhi gastrici.
•  Prezzemolo = tritato, poco cotto, insaporisce tutta la nostra cucina. Dall'antipasto fino al pesce e alla carne. Stimola la secrezione gastrica.
•  Rosmarino = deve essere utilizzato in quantità ridotte. Insostituibile per profumare arrosti, carni alla griglia o alla brace, sughi, salse e focacce. Stimola la secrezione gastrica ed ha un'azione disinfettante.
•  Salvia = con le sue foglie si preparano ottimi spiedini di pesce e di carne; da provare le foglie passate nella pastella e fritte. Diminuisce la formazione di gas nell'intestino, stimola la secrezione gastrica ed ha proprietà disinfettanti.
•  Santoreggia = si può utilizzare nella zuppa di pesce, negli spiedini di carne o di pesce,nei brasati o arrosti, nelle zuppe di legumi, con i caprini.
•  Timo = si adopera con coniglio arrosto, grigliate di carne o di pesce. Nelle minestre, ma anche nelle insalate. Tonico, digestivo, diminuisce la formazione di gas nell'intestino.
LE SPEZIE
“le spezie sono una fusione di sensazioni che ha lo scopo d’innalzare l’oscurità della materia alla preziosità del gusto”
 
Per introdurvi nell'immenso mondo delle spezie non posso non fare riferimento alla cucina indiana che, a mio avviso, rappresenta il "mondo delle spezie" in quanto il loro odore intenso, mai fastidioso, avvolge come una nuvola chiunque metta piede in quel Paese ricco di quella magia che si chiama: UMANITA' e SEMPLICITA'.
Quegli odori, quei sapori, una volta degustati, non ve li dimenticherete più... esattamente come gli sguardi della gente, la loro semplicità, la loro voglia di comunicare, di stare insieme... ma davvero insieme e ... in tanti!
 
•  Assafetida = è una resina aromatica estratta dalla radice della ferula nartex, usata in dosi minime (da 5 a 15 grani) per il gusto e le proprietà medicinali, può sostituire l'aglio e la cipolla. E' uno stimolante, un buon espettorante ed un lassativo naturale. Cucinato insieme alle lenticchie sembra di essere di notevole aiuto al processo digestivo.
•  Aglio = le leggende sull'aglio, pur essendo davvero tantissime, ci riportano comunque ad una sua origine divina. Secondo il Kasyapa Samhita la moglie di Indra, principe degli dèi, per centinaia di anni non riusciva a concepire un figlio. Per assicurarsi la discendenza Indra le diede da bere l'ambrosia celeste, chiamata amrita. Mentre sua moglie beveva un calice di questa magica pozione, ne rigurgitò una piccolissima quantità, che in questo modo cadde sulla Terra. Allora Indra le disse: "Ora avrai molti figli perchè l'ambrosia ha effetti miracolosi. Quella che è caduta sulla Terra avrà un cattivo odore, proprio per il contatto con la terra. Tuttavia gli effetti saranno gli stessi anche per i mortali".
L'aglio sembra essere utile per la digestione e l'assimilazione, secondo la tradizione indù ne viene sconsigliato l'uso per chi cerca l'evoluzione spirituale in quanto le sue qualità troppo energetiche non favoriscono la concentrazione ed aumentano lo stimolo sessuale. Per le sue qualità riscaldanti è di grande aiuto in inverno e nella stagione delle piogge. Una razione d'aglio veniva data ai soldati russi, durante la seconda guerra mondiale, per avere un rimedio immediato contro il rischio di infezioni.
•  Cannella o Cinnamono = questa spezia è conosciutissima anche in Occidente, si ricava dalla corteccia interna del cinnamonum zeylanicum, di cui si usano anche le foglie o se ne utilizzano gli oli essenziali. Viene utilizzata nella cottura della frutta, dei dolci, del riso, delle verdure. Più comunemente la si trova in stecca, ma è disponibile anche in polvere. Sembra possedere proprietà antisettiche e rinfrescanti. Stimola la digestione, ottimo per curare raffreddori, costipazione e tosse (si utilizza sempre in piccole quantità: 1 pizzico alla volta).
Un infuso a base di cinnamomo, cardamomo, ginger e chiodo di garofano sembra essere un eccellente rimedio contro la tosse e la cattiva digestione.
•  Cardamomo = è una spezia molto aromatica, appartiene alla famiglia dello zenzero. La si impiega sia in preparazioni dolci che salate. Utilizzata nelle miscele di spezie (masala). Il cardamomo verde è una capsula sottile che racchiude piccoli semi neri (a volte si utilizza eliminandolo a fine cottura). Il cardamomo in polvere si ricava pestando nel mortaio o macinando i semi. Il cardamomo nero è una capsula più grossa, rugosa e legnosa, che viene macinata intera. Si usa di solito nei masala ed ha un sapore meno dolce di quello verde. E' aromatico, rinfrescante e stimolante. Dovrebbe essere usato solo in piccole quantità, mescolato nei dolci, nelle verdure o aggiunto al thè.
E' moderatamente astringente, dolce e un pò pungente. Secondo la tradizione Ayurvedica aiuta l'apparato cardiaco e respiratorio, elimina i gas, allevia i dolori, aumenta la capacità di focalizzazione della mente, purifica l'alito.
•  Cipolla = fortemente irritante e dotata di aroma pungente, contiene ammoniaca e per questo i suoi vapori risultano irritanti per gli occhi e la mucosa nasale. Una volta cucinata, la cipolla è dolce e meno pungente. Rifacendoci alla tradizione Ayurvedica l'utilizzo esterno della cipolla sembra utile contro i foruncoli (ridotta in poltiglia), contro la febbre alta (ponendo un impacco di cipolla grattugiata sulla fronte, avvolta in un panno). Il suo utilizzo sembra essere cardiotonico ed aiuta a ridurre il colesterolo nel sangue. Mezza tazza di succo di cipolla con il miele può portare beneficio all'asma, alla tosse, alle nausee, al vomito ed è vermifuga. Sembra che per i dolori articolari risulti essere molto utile grattugiare una cipolla, aggiungervi 1/2 cucchiaino di curcuma e 1/2 di curry, quindi applicare localmente sulla parte dolorante. Come cerotto, in mancanza d'altro, si può usare la pellicola della cipolla che ha effetto cicatrizzante su ferite e punture. La cipolla era molto utilizzata in tutto il bacino mediterraneo, era conosciuta da Persiani, Caldei, Egizi che le attribuivano poteri magici, tanto da far parte del corredo funerario dei faraoni.
•  Chiodi di Garofano = spezia dall'intenso aroma, che può essere macinata per la preparazione sia di piatti dolci che salati.
•  Coriandolo = i semi di coriandolo interi o in polvere sono una delle spezie maggiormente presenti nelle preparazioni culinarie indiane. A volte si tostano prima dell'uso. Le foglie di coriandolo fresco hanno un sapore acidulo e pronunciato; qualora fossero di difficile reperibilità, possono essere sostituite dal prezzemolo. Il coriandolo è rinfrescante e diuretico, un impasto di foglie tritate elimina la sensazione di bruciore sulla pelle. Il tè di coriandolo viene usato per alleviare la cistite poichè possiede la proprietà di rendere più alcaline le urine.
•  Cumino = spezia dall'aroma assai caratteristico, ritenuta un ottimo digestivo e carminativo, viene usata in semi e in polvere. La polvere si ottiene dalla tostatura a secco dei semi, poi macinati in un macinacaffè o pestati in un mortaio di pietra. Tostati, i semi sono molto efficaci contro i disturbi intestinali e la dissenteria. In Oriente si usa soprattutto il cumino nero, ma può essere tranquillamente impiegato il cumino comune.
Il cuminum cyminum (la pianta dei semi di cumino) è diffusissima anche in Italia settentrionale (spr. in Alto Adige). Apprezzato dai ruminanti che pascolano negli alpeggi che così, in modo naturale, combattono le fermentazioni e aumentano la secrezione del latte.
•  Curcuma = spezia decisamente fondamentale nella cucina dell'India, detta a volte "zafferonone", usata anche come colorante per i tessuti. Si tratta del rizoma di una pianta della famiglia dello zenzero, esattamente della curcuma aromatica. Il rizoma fresco ha un colore che varia dall'arancio al rosso, ma una volta seccato la polvere che se ne ricava assume sempre una tonalità di giallo intenso, conferisce alle vivande sia l'aroma caldo e pungente, sia il caratteristico colore del curries gialli. Viene ritenuta un disinfettante assai salutare. E' preferibile non farla friggere, ma aggiungerla assieme all'acqua o ai liquidi di cottura. In cucina si consiglia di aggiungerla alle pietanze altamente proteiche per favorirne la digestione e preservare la flora intestinale. Contro le tonsilliti e le faringiti la curcuma è usata per fare gargarismi. Per le sue proprietà antiinfiammatorie un'applicazione locale di 1/2 cucchiaino di curcuma con un pizzico di sale, allevia il dolore causato da abrasioni, lividi e tumefazioni (molto usato da atleti e lottatori). Giova molto alla carnagione e con essa si prepara una maschera di bellezza che elimina l'acne e idrata la pelle secca.
•  Curry = è una miscela di spezie (masala) che si usa per la preparazione di un'infinità di piatti. Di solito la composizione prevede l'impiego di curcuma, coriandolo, pepe bianco, cannella, cardamomo, cumino, peperoncino, zenzero.
•  Fieno Greco = le foglie e gli steli del fieno greco sono una verdura molto popolare in India. I suoi semi quadrati e piatti di colore bruno nocciola sono essenziali in molti piatti di verdure e nei piatti di mezzo. Vengono ritenuti ottimi disinfettanti dell'intestino, sono leggermente amari e per questo motivo è bene non esagerare nelle quantità.
•  Finocchio = i piccoli semi di colore verde pallido hanno un sapore che ricorda quello dell'anice e della liquirizia. Sono serviti a fine pasto per facilitare la digestione e profumare l'alito, ma possono essere usati anche nell'esecuzione di alcune ricette.
•  Foglie di Curry = non hanno nulla a che vedere con l'omonimo miscela di spezie. Si tratta delle foglie molto aromatiche di un albero, generalmente utilizzate fresche nella cucina del sud dell'India. In Occidente si trovano solamente quelle secche, che hanno un aroma molto più debole.
•  Garam Masala = è una miscela di spezie tritate o polverizzate dalle molteplici varianti, che si usa soprattutto per insaporire il riso e i piatti di verdure allo yogurt o alla panna. Può essere composto da cannella, chiodi di garofano, pepe nero, cumino, coriandolo, noce moscata e cardamomo.
•  Limone = è uno dei cibi più benefici per l'uomo. Ricco di ac. citrico e vit. C, costituisce un valido aiuto per il sistema digestivo. Nelle ricette ayurvediche viene spesso consumato insieme a cumino, sale nero e pepe nero.
•  Mostarda = sono i semi tondi e scuri della brassica juncea, la mostarda gialla, anche se sono più scuri della brassica campestris, la mostarda nera. Sono pungenti, caldi, acuti, penetranti e oleosi. Viene usata in cucina per la preparazione di vivande per la frittura: è l'ingrediente principale del masala. Aggiungendo all'olio caldo mostarda, aglio e cipolla si prepara la base di un condimento gustoso per le verdure a fare saltare in padella, che risulteranno così molto più gustose e digeribili. La mostarda può essere utilizzata per curare indigestioni e dolori addominali. Un impacco di polvere di mostarda sciolta in acqua da applicare con un panno, sempre secondo la tradizione ayurvedica, sembra lenire i dolori muscolari e articolari. I semi mescolati in acqua calda eliminano la stanchezza e un cucchiaio in un sacchetto di cotone nell'acqua del bagno favorisce un ottimo relax.
•  Masala = ci sono diversi tipi di masala, cioè miscele di spezie. I più famosi sono: il curry, il garam masala, il panch masala. Nella cucina indiana tradizionale si prepara di volta in volta ed è diverso nelle varie zone. Si può acquistare già pronto per l'uso nei negozi specializzati, per quanto la preparazione casalinga sia incommensurabilmente più ricca di aroma.
•  Noce Moscata = l'albero della myristica fragrans è un albero sempreverde alto fino a 12 metri, diffuso in tutte le zone tropicali. La noce moscata da sempre apprezzata per l'aroma che si ricava dal gheriglio del suo seme (una bacca carnosa e sferica di colore acceso) in cucina la si usa grattugiata per insaporire pietanze e verdure. Il sapore è piccante, amaro, astringente. Sembra favorire il sonno grattugiandola in latte e miele. Nella medicina ayurvedica, oltre i semi essiccati della pianta, si utilizzano anche il legno, l'olio e i fiori.
•  Papavero = i semi di papavero utilizzati in India sono di colore bianco, finissimi come granelli di sabbia e difficilmente reperibili in Occidente. Possono essere sostituiti da quelli neri
•  Pepe = il pepe nero si ottiene dalle bacche non ancora mature della pianta del pepe lasciate essiccare al sole; quello bianco dai frutti maturi essiccati e quindi macerati in acqua. Il primo è decisamente più aromatico, ma meno pungente del secondo. Si acquistano preferibilmente in grani.
•  Peperoncini Verdi Piccanti = usati freschi, a volte privati dei semi, di varie qualità, più sono piccoli e più sono piccanti. I peperoncini asiatici sono di solito più piccoli di quelli nostrani; nel caso si volesse attenuarne il sapore, si possono eliminare i semini.
•  Peperoncino Rosso = si usa fresco o secco, a volte nello stesso piatto. I peperoncini nostrani sono un valido sostituto di quelli orientali e possono essere utilizzati interi, macinati, in polvere; l'uso dovrà evidentemente tenere conto dei gusti personali. Una qualità particolare di peperoncino è il caspicum minimum, il cosiddetto "pepe di cayenna" o "paprika", usato in polvere. Chiamato anche "chili" era usato come spezia dalle popolazioni dell'America settentrionale e meridionale (oppure "barberì", il suo equivalente africano). Conosciuto e utilizzato in tutto il mondo, soprattutto nei climi caldi, è apprezzato come stimolante delle secrezioni gastriche, colagogo e disinfettante. L'effetto piccante è dato dalla capsicina, una resina oleosa utilizzata per la preparazione di pomate impiegate nel trattamento di dolori reumatici e nevralgici.
•  Senape = si usano principalmente i semi di senape nera e possono insaporire piatti di ogni genere. Vengono di solito tostati a secco o in pochissimo olio. I semi vecchi acquistano un gusto amaro, che può farsi sentire particolarmente se la senape viene ridotta in polvere per la preparazione di masala.
•  Sesamo = i piccoli semi biancastri, altamente nutrienti e con un particolare sapore, vengono usati nell'esecuzione di varie ricette, come pure per l'estrazione di un olio.
•  Tamarindo = il frutto e parte della pianta vengono posti in acqua calda per ottenere una polpa acidula e acquosa che conferisce alle vivande un sapore asprigno e piccante, preferito a quello dell'aceto. Può essere sostituito con il succo di limone.
•  Zafferano = è una pianta erbacea bulbosa con fiori violacei o gialli a forma di imbuto dai cui stimmi si ricava la polvere molto profumata e colorante usata in cucina e in medicina ayurvedica. Lo zafferano fiorisce nei nostri climi da settembre ad ottobre e la sua coltivazione è ancora molto diffusa in Abruzzo. Il crocus sativus è coltivato in India, nella regione montana del Kashmir, ed il suo costo è molto elevato. in quanto per ricavare un chilo di zafferano occorrono 140000 fiori. Viene utilizzato per aromatizzare e dare colore ai cibi, compresi dolci e bevande. Il suo uso deve essere comunque limitato, in quanto un eccesso di questa sostanza potrebbe risultare tossico.
•  Zenzero = conosciuto come "ginger" è il rizoma del zingiber officinalis, usato sia fresco che essiccato. Aggiunto ai cibi li rende più digeribili e leggeri. Faciliterebbe la digestione e l'assimilazione del cibo ed agirebbe come antinfiammatorio per le problematiche a carico delle vie aeree superiori. Per sviluppare l'appetito in India lo si grattugia fresco e vi si aggiunge un pò di aglio e di sale. Per i dolori diffusi un bagno allo zenzero, ottenuto facendo scorrere l'acqua calda su di un sacchetto contenente la spezia, allevia il disturbo ed ha un effetto calmante e piacevolmente rilassante.
(liberamente tratto da: "Cucina dell'India; W. Pedrotti; Ed. Demetra 1996
"Ayurveda: longevità e salute"; B. Romano-R. Langella- Ed. Gremese, 1988)
 
Dopo questo lungo, e mi auguro non troppo noioso, exursus tra erbe aromatiche e spezie spero di avere acceso almeno un pò di curiosità... sia per i nuovi sapori che per quella millenarie tradizioni che hanno caratterizzato la crescita dell'Umanità.
Spero che d'ora in poi, quando vi troverete al supermercato, la vostra attenzione venga in qualche modo attratta dal banco delle spezie e delle erbe, che nelle vostre cucine si ricavi un angolino per questi prodotti della Natura che tanto possono aiutarci per gustare nuovi sapori, per affinare il nostro palato e per ricavare sempre maggior piacere da ciò che prepariamo e mangiamo... e non ultimo... che le diverse tradizioni possano essere sempre più vicine sino a costituire una ricchezza comune.
 
... a proposito di medicina Ayurvedica:
 
 

NADiRinforma: La magia dell'India e della regione del Kerala (sud-ovest del continente) risuona nelle immagini, nelle soavi melodie e nella medicina Ayurvedica (la scienza medica del vivere bene). Il massaggio Ayurvedico Keralese viene proposto in una serie di immagini raccolte nel Centro benessere "Coconut Lagoon" e nell'ospedale dell'entroterra di Cochin. È un massaggio energetico, olistico che lavora sul sistema muscolare e circolatorio; al tempo stesso esprime i concetti orientali di energia e di scambio energetico tra chi effettua e chi riceve il massaggio, il beneficio in effetti non viene apportato solamente al Paziente, ma il "dare" il massaggio riesce a creare una situazione di grande benessere anche all?esecutore. Dal punto di vista organico si ottiene un miglioramento del ritorno venoso e la stimolazione del sistema linfatico. Il massaggio crea quel calore corporeo che permette un?accelerazione del metabolismo di base, una più efficace eliminazione delle scorie, la decontrazione dei tessuti molli ed un ripristino della funzionalità articolare.
Una grande sensazione di benessere psico-fisico non può non inondarci durante e dopo il massaggio.
 
 

 

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