le nostre storie: "Eccoci" (ai senza tetto) - di Marco Cinque

di Marco Cinque

Un viaggio a perdere
senza radice alcuna
e minacce di pioggia
tra pareti di stracci
freddo fino alle ossa
sulla pelle asfalto bollente
un fiume disumano ch'esonda
in volti sprecati di bestemmia,

 

eccoci, dietro i buchi
delle vostre tasche piene
dentro l'ululato
delle nostre pance vuote
eccoci, abusivi
sulla nostra terra, sfrattati
sfruttati nelle nostre
città di galera
nei recinti costruiti
fin dentro la testa

eccoci, siamo
la cattiva coscienza
il pessimo esempio
la nefandezza
insultati, presi a calci
passatempo per gente perbene
siamo fuori dal pil, eccoci

fuori dalla borsa dal business
dai circuiti vendi-compra compra-vendi
avanzi di fine mercato,
frutta marcia
marcita sui marciapiedi,
merce scaduta
avariata in discariche di falliti
dalla dignità calpestata
stuprata lapidata assassinata
sotto un'orda d'arrivismo globale

e suoniamo le nostre
note di merda su questo cesso di pentagramma
ascoltateci, ascoltate la nostra
musica nauseabonda,
ritmo mefitico / registrate
la nostra voce sconfitta
scattateci foto da primo premio
ultimi degli ultimi, una lacrima
che non s'asciugherà mai

dormiamo in sogni di vomito
e in pozze di piscio marcito
siamo l'effetto collaterale
di un farmaco
chiamato umanità
le mutande sporche
del benessere
i fazzoletti usati della civiltà
eccoci.

 

 
pubblicato il 3 gennaio '13

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