Sal & Inf: suicidi tra i giovani americani e il facile accesso alle armi

 
a cura di Luisa Barbieri
 
Negli Stati Uniti d'America, malgrado le tragiche manifestazioni che troppo spesso evidenziano come e quanto il facile accesso alle armi comporti gravosi rischi sia per i singoli che per la Comunità, malgrado il Presidente Obama abbia intrapreso una lotta contro la vendita di armi d'assalto cercando di legiferare e sensibilizzare la cittadinanza americana, secondo uno studio presentato al Meeting annuale tenutosi dal 4 al 7 maggio '13 della Pediatric Academic Societies (PAS) a Washington, DC, una percentuale del 20% di suicidi che interessano bambini e adolescenti sono collegati alla presenza di pistole nelle loro case, e, come se non bastasse, ad aggravare la situazione già di per sé tragica, un 15% di loro sa come accedere sia alle armi che alle pallottole.
 
Il suicidio rappresenta un problema molto serio nell'ambito della salute pubblica, mentre le cause sono complesse e determinate da fattori multipli, secondo il Centers for Disease Control and Prevention data, che colloca il suicidio quale seconda causa di morte tra i giovani dai 10 ai 24 anni negli USA (quasi la metà di queste morti sono rapportabili alle armi da fuoco), la prevenzione potrebbe essere relativamente semplice riducendo i fattori di rischio ed incrementando quelli che promuovono la resilienza.
 
I ricercatori hanno condotto questo studio allo scopo di creare uno screening di rischio di suicidio che gli operatori dei reparti di emergenza potrebbero somministrare ai giovani nel tentativo di prevenire l'autolesionismo attraverso un approfondimento specifico dello stato di salute mentale.
Nel corso della ricerca è stato espressamente posto il quesito circa la possibilità per i giovani di accedere alle armi nel contesto della loro abitazione, e/o nelle vicinanze, e quanto fossero abili nel maneggiarle.
Per molti medici, come per molti genitori sembrerebbe difficile affrontare l'argomento, ragione per cui lo screening di cui si sta discutendo trova un ruolo ad aiutare la formulazione della diagnosi nell'ambito della salute mentale e quindi a tentare la prevenzione di eventi di tale tragica portata.
 
Lo studio ha coinvolto 524 pazienti di età compresa tra i 10 e i 21 anni confluiti al pronto soccorso pediatrico per problematiche medico-chirurgiche o psichiatriche; è stato somministrato loro il questionario definito “Ask Suicide-Screening Questions” (ASQ) utilizzato poi per sviluppare la teoria che ha indotto la ricerca scientifica, visto il numero sempre crescente di emergenze sociali in questo senso. Eventi che stanno sconvolgendo gli USA e non solo.
Jeffrey A. Bridge, co-autore della ricerca, esperto in materia di suicidi, ricercatore presso The Research Institute at Nationwide Children’s Hospital e professore associato di pediatria presso la Ohio State University, afferma:
Mentre molti giovani che si uccidono soffrono
di disturbi mentali conclamati,
più di un 40% dei giovani che si suicidano
non presentano alcuna malattia mentale nota.
Pertanto è importante difendere dal suicidio
tutti i bambini e gli adolescenti possibili,
al di là del motivo che li ha portati al pronto soccorso pediatrico”
 
Tra i pazienti che hanno completato lo screening 151 (un 29%) è stato trovato a rischio di suicidio ed un 17% di loro ha riferito di avere armi in casa o nei pressi. Tra questi ultimi il 31% sapeva come accedere alle armi e un 15% anche alle pallottole.
 
Lo studio, oltre che il buon senso comune, evidenzia l'importanza di fare capire ai genitori il rischio cui potrebbe andare incontro le loro famiglie, sinanche le loro Comunità, offrendo con facilità l'accesso ad armi e proiettili ai loro figli.
 
note di approfondimento:

Sal & Inf.

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