speciale Congo: Congo Rdc, riprende la guerra per le risorse

21 maggio '13
U.M.
La Mission de l'Organisation des Nations Unies pour la stabilisation en République démocratique du Congo (Monusco) è fortemente preoccupata per i nuovi scontri tra le milizie armate del Mouvement du 23 mars (M23) e le Forces Armées de la République Démocratique du Congo (Fardc) vicino a Goma, il capoluogo della provncia del Nord Kivu, che i ribelli avevano occupato e poi abbandonato per favorire negoziati tra gli Stati dei Grandi Laghi che non hanno portato a nessun accordo.  
 
Secondo la Monusco nei giorni scorsi i combattimenti hanno coinvolto prima  le località di Kibati e di Rusayo, sa 12 Km da Goma e le Fardc avrebbero utilizzato elicotteri da assalto per attaccare i ribelli. Una vera e propria battaglia c'è stata il 20 maggio nel villaggio di Mutaho, nel territorio di Nyiragongo, a una dozzina di Km da Goma.
Il portavoce dell'Onu, Eduardo del Buey, ha detto durante una conferenza stampa a New York che .«La missione dell'Onu ha indicato che all'inizio ci sono state delle scaramucce che si sono trasformate in scontri con le armi pesanti, con l'utilizzo di mortai e di granate. La Monusco non ha risparmiato alcun sforzo per trovare una soluzione diplomatica e politica e mettere fine agli scontri».
Il problema è che l'M23 ha creato uno Stato ribelle nella Repubblica democratica del Congo (Rdc)  praticamente fin da quando, nel novembre 2012, il gruppo di ammutinati della Fardc che lo compongono (quasi tutti con forti legami e sostegni in Rwanda) conquistò ed occupò Goma per 11 giorni.
Dietro le fumose motivazioni politiche c'è la guerra per le risorse che le bande armate stanno combattendo per conto degli Stati vicini e per le industrie minerarie. Una guerra che dura da anni e che impedisce alla Rdc di uscire da una tragedia infinita. I combattimenti tra le forze governative ed i  ribelli hanno costretto 130.000 persone ad abbandonare I loro villaggi ed ora vivono in campi profughi intorno a Goma, altre 47.000 sono fuggite nella vicina provincia del Sud-Kivu.
Solo dopo la ritirata dell'M23, il 28 marzo, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha autorizzato il dispiegamento di una brigata di intervento del Monusco con un mandato offensivo contro i gruppi armati, sia con o senza l'appoggio delle Fardc, accusate a loro volta di trafficare in risorse e fauna protetta e di compiere violenze ed abusi verso la popolazione civile. La situazione è nuovamente precipitata proprio con l'arrivo del contingente Onu di soldati della Tanzania che ha portato l'M23 ad abbandonare i cosiddetti colloqui di pace di Kampala con il governo della Rdc.
Ieri l'M23 ha detto che risponderà agli attacchi se le Fardc continueranno ad attaccare le sue posizioni. In un comunicato i ribelli dettano condizioni come se fossero uno Stato: «Il comando dell'Armée révolutionnaire congolaise (Arc) ha istruito le nostre forze ad astenersi da ogni risposta fino a nuovo ordine. Però non potremo sopportare per troppo tempo questa aggressione che traduce la volontà del governo di proseguire nella sua logica di guerra. Prenderemo di mira queste armi che tirano sulle nostre posizioni per mettere al riparo la popolazione civile e garantire la quiete sulla linea del fronte. Ci prenderemo le nostre responsabilità se la parte avversa continua ad interpretare questo atteggiamento come una debolezza da parte nostra».
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che è in visita in Africa, andrà anche nella regione dei Grandi Laghi insieme a Jim Yong Kim, il presidente della Banca mondiale. Ban e  Kim visiteranno la Rdc, il Rwanda e l'Uganda per «Sostenere l'attuazione dell'Accordo-quadro di pace, di sicurezza e cooperazione per la Rdc e la regione». L'accordo, firmato il  24 febbraio da 11 Paesi e 4 organizzazioni internazionali (il gruppo 11+4), punta a mettere fine ai conflitti ed alla crisi nella Rdc ed a ristabilire la pace in una regione che ormai se l'è dimenticata.
Dopo Ban si recherà ad Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, per partecipare al summit dell'Unione Africana che celebrerà il 50esimo anniversario dell'Organizzazione dell'unità africana ed anche quella sarà un'occasione per discutere dell'accordo di pace nella Rdc.
Ma intanto nelle foreste del Congo orientale crepitano i kalashnikov e le risorse vengono rapinate, mentre la gente muore e fugge davanti ad una insensata guerra per procura.
 
 
 

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