Sal & Inf: negli adolescenti le buone relazioni equivalgono al buon sonno - Luisa Barbieri

a cura di Luisa Barbieri
6 dicembre '13
Lo studio "Social Ties and Adolescent Sleep Disruption" (relazioni sociali e disturbi del sonno negli adolescenti), pubblicato il dicembre in corso nella rivista Journal of Health and Social Behavior, rivela che i disturbi del sonno negli adolescenti sono legati più alla qualità delle relazioni interpersonali che non a problemi di ordine biologico.
I ricercatori hanno appurato che la riduzione della melatonina, ormone induttore il sonno, sia responsabile della riduzione delle ore di sonno richieste dall'organismo nel corso della crescita da bambini a divenire adolescenti. Questo nuovo studio suggerisce l'importanza della qualità delle relazioni interpersonali, sia con i coetanei che con i genitori, quale fattore responsabile dei cambiamenti dei modelli del sonno tra gli adolescenti.
Il professore di sociologia, David J. Maume (Università di Cincinnati) asserisce, per l'appunto, che lo studio condotto dal suo gruppo di ricercatori rileva un'influenza determinante delle relazioni sulla tipologia di sonno
 
Il prof. Maume, basandosi sullo studio longitudinale NICHD Study of Early Child Care and Youth Development (SECCYD) riguardante lo sviluppo fisico, cognitivo e sociale dei bambini, ha analizzato i cambiamenti del sonno notturno di quasi 1000 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Ha riscontrato una contrazione delle ore di sonno nel corso di questa fase di vita, passando dalle 9 ore a meno di 8.
Visto che, come dice Maume, quando gli adolescenti lamentano problemi di insonnia spesso i medici ricorrono all'utilizzo di farmaci ad affrontare il problema come fosse legato esclusivamente a disequilibri biochimici, questa ricerca punta dritta verso una concausa, quale è la vita relazionale del ragazzo/a. Tenendo nella dovuta considerazione questo aspetto, va da sé nell'approccio terapeutico andare oltre la biologia, prestando attenzione alle possibili motivazioni che potrebbero inquinare la qualità del sonno.
Si suggerisce il coinvolgimento dei genitori nel percorso terapeutico, cercando di riequilibrare la dinamica famigliare, compresa la possibilità da parte degli stessi di istituire regole sane e condivise quali fondamenta delle relazioni intrafamigliari. Del resto gli anni dell'adolescenza hanno bisogno di supporto regolamentato nell'ambito delle dinamiche relazionali e la famiglia rappresenta il campo migliore per imparare ed allenarsi.
Capita quindi di assistere all'uso, a volte sconsiderato, di farmaci destinati alla regolamentazione del sonno e, soprattutto nell'adolescenza quando le ore di sonno richieste dall'organismo fisiologicamente si riducono vista la “rivoluzione” ormonale, nonché psicologica, in atto. Sarebbe bene dare la precedenza, se non la priorità a trattamenti terapeutici che tengano in considerazione non solo l'aspetto biochimico del sintomo, ma che contemplino la possibilità di incidere anche su eventuali e, nel caso specifico, accertate concause.
La spinta terapeutica volta a regolarizzare le relazioni famigliari sembrerebbe essere correlata ad un netto miglioramento della crescita psichica dei ragazzi, sino a determinare una netta riduzione da parte loro dell'uso di droghe e/o alcool, come se l'argine posto dalla famiglia rinforzasse l'abitudine alla vita sana, un'abitudine che non solo dà i suoi frutti nel corso della giovane età, ma che pone le basi per un futuro migliore,
 
Lo studio di Maume ha evidenziato che il sonno degli adolescenti migliora, sia per quanto riguarda la durata che la qualità, se si percepiscono parte di un gruppo, parti sociali in termini positivi: << gli adolescenti che hanno amici pro-sociali tendono a comportarsi in modo pro-sociale, inclusa la capacità di prendersi cura di loro stessi in modo sano, tanto da potere godere di un sonno equilibrato>>
Accanto a queste osservazioni sono emerse maggiori difficoltà nell'ambito del ritmo sonno-veglia nei ragazzi appartenenti alle minoranze etniche a rinforzare l'ipotesi relazionale suesposta: il fare parte di una minoranza di per sé può andare a pregiudicare e le potenzialità relazionali interpersonali e il vissuto pro-sociale, tanto da invalidare l''equilibrio che può includere la possibilità di godere di un buon sonno rigeneratore.
Sono state riscontrate anche nelle ragazze maggiori difficoltà a mantenere un buon equilibrio, come se la stessa condizione di genere, indissolubilmente legata a fattori culturali, fosse in grado di creare uno status difficile da mantenere in equilibrio sino ad intaccare la regolarità del sonno.
Un altro tassello non di secondaria importanza che emerge dagli studi del professor Maume è il legame tra i giovani e l'utilizzo della televisione, come del computer, legame che verte a sfavore del sano riposo notturno non tanto in termini di quantità che, anzi, parrebbe aumentata, ma di qualità, sicuramente inquinata.

 

Note di approfondimento: