Sal & Inf: Rilevato l'aumento di una proteina legata alla depressione nelle donne in fase perimenopausale

 
a cura di Luisa Barbieri
19 giugno '14
uno studio effettuato dal Centro per la Salute Mentale e Dipendenze (CAMH), recentemente pubblicato nella rivista JAMA Psychiatry, dimostra che le donne che si avvicinano alla menopausa presentano livelli più elevati di una proteina del cervello legata alla depressione
rispetto sia a quelle più giovani, che a quelle in   menopausa

Questa scoperta potrebbe spiegare gli alti tassi di depressione, che per la prima volta trovano conforto in una valutazione biochimica, rilevato tra le donne in perimenopausa, o transizione menopausale, che corrisponde all'intervallo nel corso del quale il corpo della donna fa un passaggio naturale da più o meno regolari cicli di ovulazione verso la sterilità permanente, o menopausa.
Il ricercatore Dr. Jeffrey Meyer, facente capo al CAMH's Campbell Family Mental Health Research Institute, asserisce che questo studio è il primo ad identificare un cambiamento biologico nel cervello in fase perimenopausale. Tale fase è spesso associata a depressione, seppure di differente entità dal punto di vista clinico, e, nello specifico, si riferisce agli elevati livelli di monoaminossidasi-A (MAO-A) tra le donne di età compresa tra 41-51.
 
Durante la perimenopausa i cambiamenti del tono dell'umore e la tendenza al pianto facile sono quasi la regola e questo si spiega per l'appunto anche e soprattutto con l'aumento enzimatico oggetto di questo studio.
Le monoaminossidasi (MAO), sono enzimi fondamentali per l'inattivazione dei neurotrasmettitori monoamminergici, specie la serotonina che interviene nella regolazione del tono dell'umore.
 

 
Data la loro azione fondamentale al livello del sistema nervoso centrale, valori anomali delle monoaminossidasi sono associati a vari disturbi psichiatrici tra i quali spicca, in primo luogo, la depressione.
 
In studi precedenti il Dott. Meyer aveva già collegato alti livelli di MAO-A al disturbo depressivo maggiore come al basso tono dell'umore collegato all'astinenza da alcol e alla disassuefazione dal fumo, oltre alla fase post partum, spesso dominata da depressione.
Per indagare se i livelli di MAO-A possono spiegare i cambiamenti di umore durante la perimenopausa, considerando, come dicevo, che un sintomo comune è il rapido cambiamento del tono dell'umore spesso legato al pianto facile, il suo team di ricerca ha condotto delle scansioni cerebrali di tre gruppi di donne utilizzando una tecnica di imaging cerebrale chiamata tomografia a emissione di positroni (PET) presso il Research Imaging Centre di CAMH.
I tre gruppi di donne sottoposti a valutazione erano così rappresentati: 19 in età riproduttiva, 27 in perimenopausa e 12 in menopausa.
In media, i livelli di MAO-A si sono mostrati più alti nelle donne in perimenopausa di una percentuale del 34% rispetto a quelle più giovani e del 16% rispetto a quelle in menopausa.
Le donne in perimenopausa hanno mostrato un'elevata propensione al pianto valutata sulla base di un questionario, chiamato Adult Crying Inventory; il dato è stato associato agli alti livelli di MAO-A nella corteccia prefrontale in questa fase di vita, mentre durante la menopausa, quando termina la fluttuazione dei livelli di estrogeni raggiungendo una stabilizzazione, si è evidenziata, invece, una caduta evidente.
 
I risultati suggeriscono nuove opportunità per la prevenzione in quanto, utilizzando la PET, sarebbe possibile verificare i livelli di MAO-A e, potenzialmente, prevenire la depressione clinica e/o comunque tendere al miglioramento del tono dell'umore intervenendo farmacologicamente e fornendo una spiegazione adeguata e scientifica alle pazienti, considerando l'importanza della consapevolezza nel processo di reazione autonoma.
Si ipotizza, inoltre, l'utilizzo di un integratore alimentare (attualmente in fase di studio) in donne in fase post partum ad alleviare l'abbassamento del tono dell'umore nel corso di un evento che dovrebbe procurare gioia in assoluto; un'altra possibilità a prevenzione potrebbe essere quella di ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva nel periodo che precede la perimenopausa per tendere a ridurre la fluttuazione dei livelli di estrogeni legata anche alla maggiore quantità di MAO-A.
Sapere il perché, soprattutto nell'ambito della sfera psichica, si incappi in eventi percepiti come spiacevoli è importantissimo ad alleviarli, oltre a dare l'opportunità agli scienziati di cercare possibili soluzioni.
 
Note di approfondimento: